“Mio fratello rincorre i dinosauri”, crescere con un fratello con sindrome di Down

L’autore di questo libro si chiama Giacomo Mazzariol, non ha nemmeno vent’anni. Potrei cercare le parole per descriverlo, raccontarvi il coraggio e la saggezza che ha dimostrato nel mettere nero su bianco la sua storia. Ma voglio partire col piede sbagliato e dirvi che se sto scrivendo di lui è innanzitutto per un motivo, senza il quale il libro non esisterebbe: suo fratello minore ha la sindrome di Down. Perché è così che vieni raccontato alla gente, o almeno così ti sembra che sia: “Ma sì, dai, quello col fratello Down”. O handicappato, mongoloide, ritardato, eccetera.

Tutto inizia con un video

Ma andiamo con ordine: tutto ha avuto inizio con un video che Giacomo Mazzariol ha postato su Youtube nel marzo 2015, in occasione della giornata mondiale per la Sindrome di Down. Si intitola “The simple interview” e mette in scena un colloquio di lavoro in cui il candidato, suo fratello Giovanni, risponde ad alcune semplici domande. L’espediente offre il pretesto per raccontare il mondo di Giovanni e della sua famiglia in modo diretto, semplice e divertente.

Il video ha avuto un’enorme risonanza, tanto da portare alla nascita del libro Mio fratello rincorre i dinosauri (Einaudi Stile Libero), che presto diventerà un film.

Di cosa parla il libro?

Da bambino Giacomo desidera tanto un fratello con cui giocare. È felice quando i suoi genitori annunciano che non solo ne avrà uno, ma sarà addirittura speciale. Un supereroe, pensa. Ma presto si accorge che giocare con lui non è come se lo aspettava: niente capriole, niente lotta, niente partite alla Wii.

Con il passare degli anni, dopo la delusione viene la paura dello sguardo degli altri. Iniziate le scuole medie, Giacomo non racconta a nessuno dell’esistenza di suo fratello. Comincia a nasconderlo come un segreto. “Un segreto come altri. Come il poster della ragazza con il seno quasi scoperto dietro a quello di John Lennon”. Come tutti i ragazzi Giacomo vuole essere amato dai suoi coetanei e ha paura che, se sapessero di suo fratello, finirebbe col perdere la loro stima. Ed è questo che racconta il libro: il difficile percorso, durato dodici anni, per riuscire a “scegliere di amare” suo fratello.

Crescere con un fratello con sindrome di Down

Il percorso è impervio. Negli anni fragili dell’infanzia e dell’adolescenza un fratello disabile ti condanna a una visibilità che non vuoi, e allo stesso tempo cala un’ombra sul palcoscenico della tua vita. Tutto questo innesca un conflitto interiore che, così giovani, è di difficile risoluzione: voglia di nascondersi (di nasconderlo), senso di responsabilità verso un fratello “meno fortunato”, rabbia, tenerezza, senso di colpa.

Mazzariol lo racconta bene nel libro, in una scena significativa. Lui e Giovanni sono in un parco. Giacomo è seduto su una panchina, ascolta in cuffia i Red Hot Cili Peppers, mentre suo fratello gioca poco lontano con una bambina appena incontrata. Un gruppo di tre ragazzini si avvicina a Giovanni e inizia a prenderlo in giro in modo pesante. Giacomo guarda, riconosce in uno di loro il fratello minore di un compagno di scuola: se scopre di Giovanni di sicuro glielo andrà a dire. Giovanni inizialmente non capisce cosa sta succedendo, poi si spaventa, cerca lo sguardo del fratello maggiore. Ma lui glielo nega, guarda a terra. Giacomo sa che dovrebbe intervenire, vuole farlo, ma non riesce a schiodarsi da quella panchina. Affetto e senso di colpa. Alla fine sarà il padre della bambina, uno sconosciuto, ad accorgersi di quel che sta succedendo e a mettere fine alla vicenda.

Aspetto mediatico e storia personale si intrecciano

In questa vicenda l’aspetto mediatico e quello personale si intrecciano. Crescendo, Giacomo capisce che gli sguardi giudicanti degli altri, spesso, erano solo nella sua mente. Ricomincia a divertirsi con suo fratello, a passare del tempo con lui alla luce del sole.

Racconta Mazzariol: “Arrivò il periodo in cui mio fratello si appassionò, ma tanto, ai video; ogni giorno mi chiedeva se lo intervistavo.” I due se la spassano, e divertendosi Giacomo compie una serie di passi importanti verso suo fratello e verso se stesso. Fino ad arrivare a The simple interview, al libro e a tutto quello che sarà. Sperando che tanta celebrità non possa portare danno.

Un libro per farsi coraggio

“Mio fratello rincorre i dinosauri” è una storia vera che vale la pena di conoscere. È un libro che può appassionare, far riflettere e aprire gli occhi a chi non sa cosa sia la disabilità in famiglia. Un libro che può fare coraggio a chi invece lo sa bene, e che può sentirsi meno solo ritrovando sulla pagina le stesse paure, le stesse vicende. Un libro che fa coraggio anche a me, che vi sto raccontando la storia di un altro, ma non ho ancora scritto la mia.

2 comments Add yours
  1. Alla fine ce l’ho fatta a leggere un tuo articolo. Grandissimo. In merito al libro di cui parli, capisco bene l’autore, visto che sono cresciuto con una zia con sindrome di Down. In Mazzariol riprovo determinate sensazioni, lo sguardo terrorizzato dei miei coetanei e le mie reazioni rabbiose quando qualcuno proferiva (mai rivolto a mia zia, ma come offesa generica) il termine mongoloide, handicappato, ecc ecc ecc. Comunque quanto prima (appena esco dal tunnel di De Giovanni) mi leggerò questo libro e ti dirò. Per il resto, ci becchiamo a lavoro.

    1. Grazie Andrea.
      È che quando si è bambini non è facile difendere e difendersi, e il desiderio di essere accettati è troppo forte per farci fare sempre la cosa giusta. È questa la difficoltà che ho ritrovato in Mazzariol.
      Poi, in teoria, si cresce.
      A presto! Vacci piano con De Giovanni.

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