Il vocabolario dell’odio della destra populista: quando il muro è nella testa di chi parla

Era una giornata calda di agosto e perdevo il mio tempo su Twitter. È il mio modo per farmi del male: piuttosto che fumare o andare al centro commerciale…

Insomma, leggevo che la ONG Open Arms ha “presentato un ricorso al Tribunale per i Minori e alla Procura minorile di Palermo affinché i minori a bordo vengano fatti sbarcare e vengano nominati dei tutori per quelli non accompagnati.”

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Nulla di nuovo di questi tempi. La guerra alle ONG è sempre in agenda di chi si occupa delle comunicazioni del Ministro dell’Interno Matteo Salvini (e non solo), secondo l’antico e sempre vincente divide et impera aggiornato al formato digitale. Poi ho dato un’occhiata alle risposte, aspettandomi se non altro qualche incoraggiamento all’equipaggio della nave. Avevo messo in conto una manciata di messaggi d’odio, tipo i soliti “morite tutti”, “tornate a casa vostra” ecc. Invece non c’era nulla di tutto ciò. O meglio: praticamente nessun incoraggiamento alla ONG, e una sfilza di ben documentati (il problema sono le fonti) tweet contro i “trafficanti di esseri umani.” Niente di meglio per ripulirsi la coscienza: basta raccontarsi, e raccontare, che i cattivi non sono quei poveretti sulla nave, ma coloro che li ingannano per profitto.

I più affrontavano l’argomento come un derby: gli italiani contro di “loro”. Secondo loro gli italiani, per niente fessi o deboli, avrebbero senz’altro vinto. Altri discettavano su quale tribunale, quale Stato fosse competente: “Andate a bussare alla loro porta!” Altri ancora si sfogavano con insulti, battute del tipo “Sai dove ve lo potete ficcare il ricorso? A POPPA!”

italia contro migranti

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Mi prudevano le mani, stavo per cadere nella trappola di rispondere per le rime. Poi ho pensato di calmarmi, cercare la via diplomatica, spiegarmi. Infine mi ha preso lo sconforto. Mi sono reso conto che molte di quelle persone avevano perso ogni capacità critica. Avevano subito un lavaggio del cervello a suon di bufale e slogan pieni di bugie.

Perché stupirsi? È sempre successo che attraverso i mezzi di informazione si cercasse di orientare le opinioni delle masse. Il problema è che in questo caso sembra essere nato un vocabolario parallelo che rende impossibile la comunicazione tra le parti. Le stesse parole non corrispondono agli stessi significati. Ad esempio:

ONG: scafisti, negrieri, persone senza scrupoli che fingono di fare il bene dei migranti per arricchirsi.

Immigrati: invasori, fannulloni, parassiti che vengono A CASA NOSTRA per rubare il lavoro e stuprare le nostre donne. Fondamentalisti che non rispettano la nostra cultura e vogliono imporci l’Islam, il velo, il Corano. Fino a sostituirsi a noi.

Buonista: individuo di sinistra, quindi impostore o nella migliore ipotesi ingenuo. Colui che manda a rotoli il Paese per fare sfoggio di buoni sentimenti, spesso solo per conquistare consensi. Parla tanto di valori (tra l’altro assurdi) tipo l’empatia, l’accoglienza, la memoria, l’uguaglianza.

Intellettuale: persona che si crede superiore agli altri perché ha letto dei libri e usa parole difficili. In realtà è solo un cialtrone che vive a spese di chi si spacca la schiena dalla mattina alla sera.

Sinistra: accolita di ricchi che giocano a fare i poveri. Si divertono a favorire gli immigrati a spese degli italiani poveri per davvero.

Europa: istituzione creata allo scopo di impoverire le singole nazioni, chiedendo tasse e sacrifici in cambio di niente. È costituita da furbi e prepotenti che tolgono ai popoli la possibilità di decidere per sé e impongono cose assurde, tipo l’accoglienza e la condivisione.

Antifascista: ingrato, ipocrita. Colui che è tanto sfacciato o ingenuo da non voler ammettere che il fascismo ha fatto tante cose buone e si ostina a mettere l’accento su quelle due o tre cose sbagliate. Ah, il Duce… ci vorrebbe lui oggi in Italia!

Fascista: colui che ama la patria e ne difende la purezza della cultura ordinando bandiere tricolore e accessori militari made in China su Amazon. Colui che oggi, finalmente, può dichiararsi tale e odiare i negri alla luce del sole.

Populista: colui che ama il popolo. Lo dice la parola stessa.

Insomma, per arginare lo sconforto ho pensato di raccogliere le parole di questo nuovo vocabolario. Un po’ per divertimento, un po’ perché può servire a capire per quale motivo non riusciamo più a comunicare con il vicino di casa, un settantenne che fino a poco tempo fa sembrava una persona normale e che adesso si è fatto tatuare il tricolore sulla clavicola.

Aggiungerò le parole man mano che mi vengono in mente. Accetto suggerimenti e correzioni.

[Vignetta da: ilmegafono.org]

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